Vivo da 10 anni senza TV...

…e cosa è successo?
Ancora niente.
Sicuramente non mi sento migliore degli altri. Ci sono sì degli effetti positivi, ad esempio un po’ di tempo speso meglio. Ma questa scelta ha anche… dei lati oscuri :)
Prima di vedere quali siano, lasciatemi scoprire le carte: fare un post sulla TV, in questo momento, è quasi d’obbligo visto che ben presto rilascerò un brano che tratta proprio di questo argomento. Un singolo pazzesco, un tormentone che vi si infilerà nel cervello e vi accompagnerà durante l’estate! (Ho effettuato dei test sui bambini, e dopo averlo ascoltato lo ricantano a manetta per ore!).
Quindi, se volete essere avvisati tempestivamente appena il brano sarà disponibile su *spotify
*, lasciate la vostra mail qui sotto.
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Ma tornando a noi, la storia comincia una decina di anni fa.
E quindi decisi: non comprerò la televisione.
Decisione forse nemmeno troppo complicata a quel tempo, perché da una parte non volevo un altro orpello dentro casa, e dall’altra avevo comunque un portatile che mi permetteva di vedere DVD e mi garantiva quindi uno svago di emergenza.
Fu una scelta buona? E’ roba da frikketoni oppure un sistema per non ingorgarsi il cervello?
Non so rispondere in maniera diretta a queste domande, ma posso fare 6 considerazioni che trovate qui sotto (ho resistito alla tentazione di intitolare il post “6 ragioni per vivere senza TV, vorrei che qualcuno lo apprezzasse!! :) ).
1. Liberi dal telegiornale
Ho scoperto che le nuove generazioni (under 25, diciamo) consultano le notizie su Instagram (notizia de *“La via Libera”, Maggio 2021
*). Quindi non avranno questa spada di Damocle del telegiornale. Ma per molti over 25 il tiggì rimane ancora la forma di informazione “obbligatoria”. Quasi non è concepibile non aver guardato il telegiornale quotidiano. Eppure pensiamoci bene: che tipo di notizie ci propina? Qual è la qualità delle news televisive?
Bhè dipende tal TG - ovviamente - ma vivendo senza TV ho scoperto che a non guardare il TG non mi perdevo niente.
Anzi forse qualcosa perdevo: l’esposizione quotidiana ad una dose di drammi, fatti di cronaca, delitti efferati, decessi e altre notizie terribili che non aggiungono molto alla mia comprensione del mondo. Consultare per pochi minuti i titoli dei quotidiani su internet è sufficiente. Conoscere nel dettaglio quante persone sono morte nell’ultimo incidente stradale, vedere le immagini splatter dei feriti (con poco rispetto per le vittime), indugiare nei dettagli scabrosi è solamente uno strumento per tenerci incollati al televisore al fine di esporci sempre di più alla pubblicità.
Insomma, la mia esperienza è che per rimanere aggiornati sulle notizie rilevanti la TV NON è d’obbligo.
2. Schermo, schermo delle mie brame….

…chi è il più teledipendente del reame?
3. L’effetto radical chic
Qui tratto un lato oscuro. Uno dei motivi per cui non mi sento affatto di pubblicizzare o di esaltare questa scelta è che non avere la TV non è sinonimo di una vita virtuosa, di migliori relazioni con gli altri, di maggiore impegno sociale o di miglior impiego del tempo. Come ho detto sopra, non avere la TV “per principio”, ma magari passare la giornata a navigare su internet, è demenziale nonché paradossale. E’ la tipica presa di posizione da radical chic, da persona che salva il gattino in mezzo alla strada ma maltratta i colleghi su cui ha un minimo di potere.
L’unica cosa che è garantita davvero se si sceglie di non avere la TV, è un metro quadro di spazio in più sulla parete del soggiorno.
Altrimenti, se non c’è una decisione di fondo di disintossicarsi, tutto resta uguale.
4. Tu nella vita comandi fino a quando, hai stretto in mano il tuo telecomando
Eheee… lo diceva Renzo Arbore in “La vita è tutto un quiz”, una delle mitiche canzoni della trasmissione “indietro tutta”. Era il consiglio saggio e paternalistico di un capofamiglia per il figlio.
Bene.
L’assenza di televisione vanifica due cose: la prima, rende vano - ahimè - il consiglio paterno, per mancanza dell’oggetto stesso del consiglio: il telecomando; la seconda, ci dispensa tutti dall’utilizzo di questi orpelli tecnologici che chiamiamo “telecomandi”.
E qui allora è necessaria una breve digressione.
Siamo nel 2021. L’uomo è andato sulla luna già da più di 50 anni. Abbiamo sistemi di intelligenza artificiale che ci dicono come guidare, quanti chilometri correre per perdere tot calorie. Possiamo comprare con un gesto del dito un camaleonte di coccio cromosensibile e farcelo recapitare a casa in 2 gg (anche meno) con Amazon Prime. Possiamo chiedere la spesa a casa, usufruire con semplicità di una infinità di servizi. Tutta roba inimmaginabile 20 anni fa. Eppure… eppure… ANCORA NESSUNO E’ RIUSCITO A FARE UN TELECOMANDO SEMPLICE CON 4 BOTTONI!!
Sono senza parole. Ammutolito. Quasi scandalizzato! Credo per altro che sia un piccolo miracolo il fatto che tante persone anziane riescano ancora ad usare televisori che - lungi dal semplificare le modalità di controllo remoto - non solo aggiungono sempre più pulsanti ai telecomandi, ma addirittura moltiplicano il numero dei telecomandi: uno per la TV, uno per il digitale terrestre, uno per il lettore DVD, uno per il condizionatore. Ho visto anziani - è una storia vera - cercare di cambiare canale con il telefono portatile e rispondere ad una chiamata con il telecomando del condizionatore, mentre la TV continuava ad urlare a tutto volume confondendo sempre di più le cose.
In realtà questi telecomandi esisterebbero pure (vedi qui
), ma devo dire la verità, li ho visti raramente in mano a degli anziani. Fine della digressione.
Quindi uno dei vantaggi inconfutabili della TV è non aver a che fare con quegli orpelli demoniaci chiamati telecomandi. Dai, non è secondario :)
5. Il silenzio. L’ascolto di ciò che siamo
La televisione viene spesso accesa per “fare compagnia”, per lenire un poco la solitudine. Ma tante volte anche perché siamo vittime di un horror vacui. Credo che in maniera più o meno intensa ne soffriamo tutti. Abbiamo come paura di non aver input. Non avere nulla da fare, nulla da ascoltare. Paura forse di annoiarci. Di fronte a questa sfida, abbiamo mille occasioni per “silenziare il silenzio”: Whatsapp, Instagram, computer, cose da fare, in generale lo smartphone e ovviamente la televisione.
Non avere la televisione non è un’ azione risolutiva, ma certamente è un passo avanti per lasciarsi l’occasione di non vivere con la testa costantemente da un’altra parte.
Un’altra parte da dove? Da quello che siamo, dal qui ed ora, dall’unico istante che ci è dato di vivere: quello presente. Ma c’è di più:
il silenzio in realtà è semplicemente una mancanza di suoni (o rumori) che occupano la nostra attenzione deviandola dall’ascolto di ciò che abbiamo intorno, delle nostre sensazioni corporee, delle nostre emozioni. Di ciò che siamo.
Tante volte fare un po’ di silenzio, magari anche annoiarsi, lascia emergere desideri che avevamo seppellito sotto metri di casino, sotto tonnellate di stimoli. Quello che cercavamo era sotto i nostri occhi, ma lo coprivamo.
6. Tempo (e Musica)
Il vantaggio innegabile di non avere a che fare con la TV, qualora sia un bisogno e non un principio radical chic, è che si ha un po’ più di tempo. Un tempo che certe volte intimorisce, come accennavo qui sopra, per il suo vuoto, per la necessità di riempirlo. Un tempo che comunque può essere impiegato per altre attività, tanto varie quanto numerosi gli hobbie a cui ci si può dedicare: chi riesuma la collezione di francobolli, chi passeggia la sera, chi impara a cucire a macchina, chi si dà alla cucina o alla panificazione..
Che ve lo dico a fare, ho fatto il possibile (con molti ostacoli) per dedicarlo alla musica. E questo ha dato vita al nuovo sito dedicato solamente alla musica e anche alla release del nuovo singolo.
E visto che siamo alla fine di questo post vi confido che il tema del cuore che batte e dei desideri (punto 4 qui sopra) è anche una della chiavi del testo del singolo. Che parla di TV e di un’azione liberatoria rispetto a questo mass media. Uscirà fra poco, a metà Luglio.
Visto che per ora di più non posso anticipare, vi invito a rimanere aggiornati (blog, facebook, instagram… trovate tutti i riferimenti in fondo alla pagina) per non perdere l’uscita. Oppure iscrivendovi qui sotto (sarete avvisati):
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Ecco. Fine. Se avete pareri sull’argomento “no TV” lasciate pure un commento, a volte nascono confronti interessanti e belli, come è capitato per un precedente post (il libro di Harari
), e devo dire che è stata una cosa edificante per tutti.
Ci risentiamo!
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