Benvenuta Weissenborn

Capita ogni tanto di rimanere affascinati da delle sonorità particolari o da uno stile musicale: si apre come una breccia nello scudo antispam che le nostre orecchie hanno eretto negli anni per non rimanere completamente stonati dalle tonnellate di musica pop tutta uguale che ci viene propinata (con autotune, un beat, una voce femminile soprano, una parte della strofa leggermente tappata… le solite cose, dai).
L’illuminazione a me è arrivata con il video qui sotto, nel periodo Natalizio. Questo suono acustico, profondo, pieno di armoniche, con un lungo riverbero, mi ha chiamato.
Ho allora provato a chiedere a babbo Natale un regalo last minute… ma poverino, non c’era tempo. Ho quindi atteso un po’, ho chiesto anche alla Befana (mi ha detto però che sulla scopa la Weissenborn pesava troppo) e alla fine, dopo un paio di incidenti di percorso - l’acquisto ad esempio di una bellissima lap-steel nera della Epiphone che ho riportato il giorno dopo al negozio - ne ho trovata una usata. (Con te, Babbo Natale, facciamo i conti dopo!). C’è voluta una certa contrattazione, ma alla fine è arrivata anche ad un prezzo molto buono.
E quella nella foto qui sotto. Si tratta di una Weissenborn tipo “Teardrop”.
Ma che cos’è una Weissenborn?

Inutile cercarlo su Wikipedia in italiano, perché non c’è… Si trova solo in inglese qui.
La Weissenborn fa parte della grande famiglia delle chitarre lap slide, quelle che si suonano “in orizzontale”, appoggiate sulle gambe, con una barra slide e generalmente con accordature aperte: quelle, per capirci, che suona Ben Harper. Sono state inventate da un signore che si chiama - indovinare un po’ - Hermann Weissenborn. Una caratteristica che le differenzia da altre chitarre lap slide è che hanno il manico cavo, che fa da cassa di risonanza. Sono anche relativamente delicate poiché le corde non possono essere tirate molto (non c’è il truss rod nel manico) per non danneggiarle. La mia infatti nel passato ha avuto un piccolo trauma… ma per il prezzo e per lo stato, è stato un grande acquisto!
Come dicevo è di tipo “Teardrop” con questo corpo a mandolino (vedi foto), mentre i modelli più classici sono quelli a forma di chitarra, come questa sul sito della Thomann
.
Cosa ci si può suonare?
Come tanti altri strumenti di nicchia, le weissenborn sono state riscoperte recentemente e usate in contesti più vari rispetto a quello originario, più sperimentali e alla ricerca di contaminazioni fra generi. La Weissenborn nasce infatti come uno strumento per musica acustica steel e Hawaiana e il suo creatore, Hermann Weissenborn, un immigrato tedesco negli stati uniti, cavalca il boom della musica
Hawaiana (finendo comunque in rovina e con molti debiti. Qui trovate una sua breve biografia
). Adesso sono state riscoperte come strumenti acustici nella famiglia di steel instruments come la dobro, o la lap steel, e sono usate nella musica folk, pop, blues, e qualcuno ha fatto dei tentativi con dei beat hip-hop.
La caratteristica fondamentale è questa sonorità piena, riverberata, calda, tranquilla e molto steel.
Alcuni artisti di riferimento:
Ed Gerard
Jakob Raagaard
Thomas Oliver
Impressioni e un esperimento
La Weissenborn è uno strumento che ritengo fantastico. Permette di ottenere sonorità intense, calde, e di fare vari generi musicali, dal blues, alla musica meditativa, alla country, al pop. Ha un sound versatile che si adatta a situazioni differenti. Vi lascio una *playlist di Spotify
- che include vari brani interessanti (sarà aggiornata nel tempo).
Ha una differenza fondamentale da altri strumenti che ho praticato: mi piace suonarla semplicemente per il suono che ha e potrei rimanere ore a provare e perfezionare maniacalmente le stesse 8 o 16 battute. Suonarla per il gusto di suonarla, senza dare mentalmente seguito al momento magico in cui genero musica per inquinarlo con ambiziose rappresentazioni mentali che mi vedono a suonare con un gruppo oppure a registrare pezzi per un album, o chissà quali altri obiettivi secondari.
Ho messo per altro in pratica un interessante trick che vorrei condividere: un diario musicale Weissenborn. Vale a dire un quaderno dove annoto cosa ho scoperto, imparato, metabolizzato, inventato ogniqualvolta faccio pratica.
Un mezzo semplice ma davvero potente per fissare i passi avanti e per non dimenticare eventuali ispirazioni.
Infine prima di lasciarvi alla playlist, condivido un primo esperimento creativo. La tecnica è da migliorare ma da una prima idea di cosa si può fare con questo gioiellino.
Buon ascolto e, come dicono gli americani, stay tuned